FOTORIVISTA

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RIVISTA FOTOGRAFICA 2026

DA UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

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MAIL: GIORGIOVIALI@GMAIL.COM

GIORGIO VIALI, AUTORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER


Nel saggio in preparazione Interazioni mediatiche. Fotografia e Cinema (Vicenza, Padova, Verona, 2026), l'autore propone un'interessante riflessione sulla capacità di sovvertire e alterare le convenzioni spaziali e narrative attraverso pratiche artistiche che sfidano gli schemi tradizionali. La sua idea di "invertire" e "inversione" richiama, in modo significativo, le teorizzazioni del movimento Fluxus e di artisti come Yoko Ono, per cui "l'arte deve essere un'azione che rompe le regole del normale, creando momenti di consapevolezza attraverso il caos" (Ono, 1964).

Il concetto di "annunciazioni casuali e occasionali" si collega alle pratiche di artisti contemporanei come Ryan Trecartin, che nei suoi lavori video crea ambienti di interazioni sociali intense e non conformi, sovvertendo le aspettative di rappresentazione e realtà. Trecartin sostiene che "l'arte deve essere un campo di sperimentazione dove le interazioni sociali vengono amplificate, disturbate e trasformate" (Trecartin, 2014).

Il progetto di "set e ambiti interattivi fake" che permettono alle persone di esprimere lati oscuri o sacri richiama le pratiche del movimento situazionista e delle performance di Marina Abramović, la quale afferma: "L'arte è un atto di trasformazione, un modo per esplorare le zone nascoste dell'animo umano" (Abramović, 2010). Questi spazi di sovversione, come i parcheggi trasformati in scenari visivi, diventano “luoghi comuni” reinterpretati, in linea con le teorie di Guy Debord e la sua idea di dérive come metodo di esplorazione urbana e psicologica.

Il progetto fotografico BIOGRAMMI, che fonde biografie e fotogrammi, ricorda le innovazioni di William Klein e il suo approccio destrutturato alla fotografia urbana, dove "la realtà deve essere catturata nella sua energia più pura e caotica" (Klein, 1956). La sintesi di biografia e immagine si inserisce nel più ampio movimento della fotografia contemporanea che privilegia l’istantaneità e l’immediatezza, come nei lavori di Sophie Calle, che "trasforma la vita quotidiana in narrazione visiva" (Calle, 1994).

Per quanto riguarda il progetto cinematografico BIOFANIA, si può pensare ai micro-episodi che si allineano con il cinema sperimentale di David Lynch, che "gioca con le immagini e i suoni come un modo di rivelare l'inconscio" (Lynch, 1997). La sua idea di svelamento e manifestazione si collega anche alla teoria del cinema di Chantal Akerman, che vedeva nel racconto frammentato e nel fuori campo un modo di "aprire uno spazio di attesa e di rivelazione" (Akerman, 1975).

L'atto di "farsi usare" attraverso lo sguardo di un altro richiama le pratiche del cinema participativo di Jean Rouch, che affermava: "Il cinema può essere uno strumento di intervento sociale, un modo per dare voce alle persone e alle comunità" (Rouch, 1962). Questa idea si inserisce nel filone del cinema documentaristico e sperimentale, che considera l'interazione come forma di resistenza e di partecipazione attiva.

In conclusione, le opere di Viali si collocano in un contesto di movimenti culturali e artistici contemporanei come il situazionista, l'arte performativa di Abramović, il cinema sperimentale di Lynch e la fotografia destrutturata di Klein, tutti condividendo l'obiettivo di sovvertire gli schemi e di intensificare l'interazione tra arte, spazio sociale e individuo.

Bibliografia di riferimento:

Ono, Yoko. Grapefruit. 1964. Trecartin, Ryan. Intervista, 2014. Abramović, Marina. The Artist Is Present. 2010. Debord, Guy. La société du spectacle. 1967. Klein, William. Life is Good & Good for You in New York. 1956. Calle, Sophie. Suite vénitienne. 1994. Lynch, David. Catching the Big Fish. 1997. Akerman, Chantal. Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles. 1975. Rouch, Jean. Cinéma vérité. 1962.


SITO WEB DI PROGETTI (FOTOGRAFIA E CINEMA) DI GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - VICENZA - 2026 - www.GiorgioViali.com